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Tecnologia 3D per ricreare in laboratorio strutture renali complesse

Un gruppo multidisciplinare di ricercatori guidato da Valentina Benedetti, Valerio Brizi dell’Istituto Mario Negri e Patrizia Guida dell’Università di Genova, ha messo le tecnologie di stampa 3D a disposizione della ricerca farmacologica sulle malattie renali.

Utilizzando dei dispositivi ottenuti da stampanti 3D, gli scienziati sono riusciti a ricostruite in laboratorio strutture tubulari renali complesse per riprodurre in vitro malattie renali, eseguire screening farmacologici personalizzati, individuare nuovi composti con potenziale terapeutico, e studiare lo sviluppo embrionale renale e le sue anomalie.

A oggi lo sviluppo di farmaci efficaci in questo settore è fortemente limitato dalla mancanza di sistemi in vitro in grado di riprodurre tessuto renale umano.
I risultati della ricerca, pubblicati il 3 luglio sulla rivista di settore EBioMedicine, aprono un nuovo scenario nel quale sarà possibile << studiare i normali processi o difetti dello sviluppo renale e di testare farmaci nuovi direttamente sul tessuto umano in vitro>>, spiega Christodoulos Xinaris, capo del Laboratorio di Organ Regeneration dell’Istituto Mario Negri.

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