Kilometro Rosso

Venture capital: ripresa per il mercato europeo. Rallenta l’Italia,
ma gli investimenti proseguono

Un calo del numero di round e degli investimenti nel secondo trimestre del 2024, ma nel complesso i primi sei mesi dell’anno tengono, con i settori del software e delle smart cities a fare da traino. È questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dall’Osservatorio sul Venture Capital in Italia di Growth Capital, realizzato in collaborazione con Italian Tech Alliance, che monitora su base trimestrale l’andamento degli investimenti in venture capital nel nostro Paese e i principali trend dell’ecosistema dell’innovazione.

L’importanza dei mega deal

Con l’espressione “venture capital” si intende, come è noto, l’attività di investimento istituzionale in aziende non quotate – tipicamente startup – caratterizzate da un elevato potenziale di sviluppo. Basta questa definizione per capire quanto questo strumento sia importante nel sostenere l’innovazione di un Paese. Entrando più nello specifico, nel primo semestre del 2024 in Italia sono stati raccolti complessivamente 671 milioni di euro (in leggero calo rispetto ai 695 del secondo semestre 2023) in 177 round (in lieve aumento). Di questi, il 37% è stato però generato soltanto da due mega deal (Bending Spoon e Medical Microinstruments – MMI), suggerendo una concentrazione degli investimenti in pochi ma significativi round di finanziamento: una situazione che rende complicata ogni previsione per il futuro.

Se analizziamo i dati trimestrali, invece, notiamo che nel secondo trimestre del 2024 sono stati investiti 228 milioni di euro in 69 round, in calo rispetto ai 443 milioni raccolti nel primo trimestre a fronte di un numero di round pari a 108. Il settore software ha visto il maggior numero di round, soprattutto in virtù del picco di crescita dei progetti legati all’intelligenza artificiale, mentre il comparto smart city ha registrato la raccolta più alta. La maggior parte dei round, il 71%, sono stati pre-seed o seed (le fasi di “validazione” del proprio progetto di business, prevalentemente grazie all’attività degli acceleratori), mentre dieci sono stati quelli di serie A e due quelli di serie B (le fasi cosiddette di “early growth”) e soltanto uno di serie C+ (“sustained growth”), evidenziando quindi un rallentamento nei round di fase avanzata. L’investimento più importante effettuato nel secondo trimestre è stato invece quello che ha riguardato Newcleo (startup italiana attiva nel settore nucleare), che ha chiuso un round da 87 milioni di euro.

In controtendenza rispetto all’Europa

Allargando lo sguardo allo scenario europeo, il venture capital ha mostrato segni di ripresa, con 28 miliardi di euro raccolti in 5.640 round nel primo semestre, facendo segnare un aumento del 18% nel numero di round e del 3% nell’ammontare investito rispetto al secondo semestre 2023. Il secondo trimestre di quest’anno ha invece visto una raccolta di 15 miliardi di euro in 2.320 round, con un aumento del 25% nell’ammontare investito rispetto al primo trimestre, nonostante un calo del 30% nel numero di round. In linea generale, quindi, a differenza del resto d’Europa, l’Italia nel secondo trimestre ha registrato una flessione sia nell’ammontare che nel numero di investimenti, principalmente a causa dell’assenza di deal late stage. I round pre-seed e seed, invece, restano una componente stabile nella distribuzione per tipologia di round.

Complessivamente, comunque, i numeri dei primi sei mesi dell’anno sono in linea con quelli del secondo semestre 2023. La presenza dei due mega round è però molto significativa: valgono infatti un totale di 245 milioni di euro, più di quelli di tutto il 2023 (200 milioni).

Sebbene i dati indichino quindi un rallentamento del trend trimestrale, considerando le cifre totali del primo semestre (0,7 miliardi di euro), si può ragionevolmente prevedere un risultato finale del 2024 paragonabile a quello del 2023 (1,2 miliardi di euro investiti). Gli esperti del settore prevedono quindi una maggiore vivacità nella seconda metà dell’anno, con la speranza di un incremento sia nel numero di round che negli investimenti complessivi. Tuttavia, la concentrazione degli investimenti in pochi grandi deal potrebbe continuare a caratterizzare il panorama del venture capital italiano, con un impatto significativo sulla distribuzione dei finanziamenti.

In definitiva, l’ecosistema del venture capital in Italia continua a mostrare segni di resilienza, nonostante le sfide e le fluttuazioni trimestrali. La collaborazione tra investitori, startup e istituzioni rimane cruciale per sostenere la crescita e l’innovazione nel lungo periodo. In questo senso, il fondo di venture capital CYSERO, promosso da Kilometro Rosso e da AVM Gestioni, rappresenta un esempio virtuoso con il suo impegno a investire in startup e Pmi innovative, a sostegno delle più promettenti realtà italiane della robotica e della cybersecurity.

Exit mobile version