Il tema della sostenibilità ambientale ha ormai assunto una rilevanza globale. È una battaglia che non riguarda solo la politica, chiamata a stabilire obiettivi chiari e misurabili per contenere i mutamenti climatici, ma anche la società civile e il mondo dell’impresa: ognuno può fare la sua parte, se adotta comportamenti virtuosi.
Partendo da questa consapevolezza, Kilometro Rosso ha voluto dotarsi di strumenti per misurare e compensare il suo impatto sull’ambiente. Uno di questi è il calcolo della Carbon Footprint, ovvero delle emissioni di gas serra generate dalle attività legate al campus, considerate in tutto il loro ciclo di vita. Si tratta di un parametro di grande importanza, che aiuta anche a verificare l’efficienza energetica delle strutture.
Monitorare la Carbon Footprint
Capire come ridurre le emissioni
Selezionare progetti di compensazione ambientale
Comunicare l’impegno green in modo trasparente
Ottenere la certificazione di sostenibilità da un ente indipendente
Coinvolgere la community e gli stakeholder
Questa attenzione alle tematiche green non è una novità per Kilometro Rosso. Fin dalla sua origine il Parco tecnologico ha messo la sostenibilità al centro delle sue attività, realizzando tutti gli edifici in classe energetica A; inoltre, due edifici hanno ottenuto la certificazione LEED® Platinum per l’ecosostenibilità e un edificio è stato realizzato secondo i requisiti NZEB – Nearly Zero Energy Building. La sostenibilità del Parco è testimoniata anche dalla presenza nel campus di imprese ed enti di ricerca impegnati su tematiche di energy management, fonti rinnovabili ed economia circolare. Ciò è testimoniato da alcuni dati (aggiornati al 2024):
I pozzi geotermici presenti nel campus
La potenza fotovoltaica installata sugli edifici
L'energia prodotta dai pannelli fotovoltaici
I metri cubi di acqua piovana recuperata
Gli alberi presenti nel campus
Le colonnine elettriche presenti nel campus
Gli eventi allestiti con materiali biocompatibili
Gli edifici del campus di classe energetica A
Una corretta gestione della propria Carbon Footprint richiede un’analisi accurata dei dati relativi alle emissioni dirette e indirette, così da individuare le possibili aree di miglioramento. Al Kilometro Rosso questa analisi viene svolta con il supporto del Resident Partner ICA – Società di Ingegneria Chimica per l’Ambiente, e prevede cinque fasi, in linea con lo standard internazionale ISO 14064-1:
Definizione
degli obiettivi
e dell'ambito
di applicazione
Compilazione dell'inventario
del ciclo di vita
Valutazione
di impatto
del ciclo di vita
Interpretazione
del ciclo di vita
e miglioramento
della Carbon Footprint
Verifica della
Carbon Footprint
L’analisi, già realizzata in via sperimentale nel 2022, è stata condotta ancora una volta su tre livelli (ambiti/dimensioni): le emissioni correlate direttamente all’organizzazione “Kilometro Rosso SpA”; le emissioni correlate agli “edifici gestiti dall’organizzazione”; le emissioni correlate agli “edifici gestiti da altre società”. I risultati hanno determinato che nel corso del 2024 l’impronta di carbonio di Kilometro Rosso è stata di 27.373,19 tCO2eq, così suddivise:
Legenda: |
Una volta conclusa la ricerca, Kilometro Rosso ha deciso di affidare a un ente indipendente l’incarico di certificare la Carbon Footprint del campus. L’ente selezionato è stato Bureau Veritas, società di consulenza leader a livello mondiale nei servizi di ispezione, verifica di conformità e certificazione ambientale: il suo “bollino” è uno dei più autorevoli e dei più ambiti in questo campo.
Analizzati i risultati, la società ha rilevato la conformità di Kilometro Rosso ai parametri e ha pertanto assegnato al campus il suo bollino di garanzia:
Dichiarazione di verifica IT345668-1 del 09 settembre 2025 relativa all’inventario dei GHG rilasciata da Bureau Veritas per l’anno solare 2024 |
È la prima volta che un Parco scientifico e tecnologico italiano raggiunge questo traguardo. La certificazione, dunque, non solo conferma l’impegno di Kilometro Rosso in materia di sostenibilità e responsabilità ambientale, ma lo pone come standard per gli altri Parchi e incubatori italiani e internazionali.